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Maria regina di Scozia ed altre regine: ecco perché è un rischio glorificarle nell’era del #MeToo

Ma ciao ragassuoli!

Questa settimana esce al cinema Maria Regina di Scozia, che vede Saoirse Ronan e Margot Robbie affrontarsi sullo schermo nei ruoli di Maria Stuarda e Elisabetta I d’Inghilterra. Con l’ondata del #MeToo, sugli schermi si sono moltiplicate storie di donne di potere, che hanno cambiato il corso degli eventi nel tempo.

Analizzando la programmazione televisiva e cinematografica degli ultimi anni ne troviamo numerosissimi esempi: la serie tv Victoria che descrive le vicende romanzate- appunto- della regina Vittoria; Reign con protagonista la stessa Maria Stuarda del film attualmente al cinema; Catherine The Great in uscita su Sky Atlantic in primavera e focalizzata su Caterina di Russia e così via.

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Ora, io amo film e serie incentrate su personaggi realmente esistiti, perché mi consentono di conoscerne la storia mentre mi intrattengo nella visione di un film o di una serie.

Da qui nasce il mio pensiero sui prodotti creati con il movimento femminista 2.0: talvolta il rischio è di plasmare e modificare la storia di donne realmente esistite pur di consentire di avvicinarle ai temi centrali del movimento; renderle in questo modo più interessanti agli occhi degli spettatori che però- nella maggior parte dei casi- non andranno a documentarsi sul VERO corso degli eventi, e crederanno reale la storia che hanno visto rappresentata.

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Maria Stuarda: La rivale di Elisabetta I d’Inghilterra (Tascabili. Saggi Vol. 215)

E’ evidente che le donne nel corso della storia abbiano subito le peggiori atrocità: se si considera già soltanto il fatto che in Italia fino al 1996 la violenza sessuale era considerata reato contro “la moralità pubblica e il buon costume” e non contro la persona ne abbiamo un esempio lampante (e terrificante….cioè, non è un errore di battitura, stiamo parlando davvero del 1996, 23 anni fa). Considerando oltretutto che l’accusato di violenza carnale, anche su minorenne, veniva assolto qualora avesse sposato la donna vittima di stupro, ci si rende pienamente conto delle terribili condizioni del mondo femminile e della necessità di cambiare lo stato delle cose.

Estrapolando però un personaggio storico dal suo contesto per sfruttarlo per ribadire i concetti chiave del #MeToo si rischia di portare gli spettatori ad essere male informati.

Vediamo il caso specifico di Maria regina di Scozia.

Maria regina di Scozia: trama

Maria regina di Scozia è ambientato nel 1561. La 18enne Maria Stuarda, dopo un matrimonio di due anni con il re di Francia Francesco II, è rimasta vedova. Decide quindi di tornare nella nativa Scozia, di cui è regina per diritto di nascita.

Il suo ritorno in patria è però mal visto dai consiglieri di sua cugina Elisabetta I d’Inghilterra: si teme infatti che Maria possa tentare di appropriarsi del suo trono. Elisabetta I è infatti una figlia illegittima di Enrico VIII e Anna Bolena, mentre Maria avrebbe tutte le carte in regola per governare su Scozia e Inghilterra.

Cattolica, bella e disposta al matrimonio l’una (Maria/ Saoirse Ronan), protestante, nubile e con la pelle rovinata dal vaiolo l’altra (Elisabetta I/ Margot Robbie): le due donne si contrappongono sotto ogni aspetto. Tuttavia a spingerle alla rivalità nel film sono gli uomini che le circondano.

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A differenza della realtà dei fatti storici (documentati), in Maria regina di Scozia le due donne non vogliono realmente contendersi il trono inglese. Nel film infatti tentano ripetutamente di trovare la pace, di convivere senza attaccarsi a vicenda perché affezionate l’una all’altra. Addirittura Maria vorrebbe la cugina come madrina di suo figlio, dice di considerarla come una sorella.

Sono gli uomini a premere sulle loro paure per metterle l’una contro l’altra.

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Elisabetta I. La vergine regina

L’intera trama della pellicola tenta di legarsi alla sensibilità dei nostri giorni: via quindi al politically correct, con temi pesantemente femministi e il tentativo di rendere le corti cinquecentesche esempi di multiculturalismo (aristocratici afrobritannici, l’italiano Davide Rizzio interpretato da un portoricano mulatto, la nobildonna inglese Bess of Hardwick trasformata in una star cinese e chi più ne ha più ne metta).

Maria Stuarda, quella vera, ha una storia drammatica (è sufficiente dare una rapida occhiata a Wikipedia e la si può scoprire) che avrebbe potuto accostarsi al tema della violenza sulle donne rimanendo comunque più legati ai fatti storici (basti sapere che è stata rapita, stuprata dal conte di Bothwell e quindi costretta a sposarlo nell’ottica -folle- di “non perdere la dignità” agli occhi del mondo).

E voi che ne pensate? Avreste preferito che Maria regina di Scozia fosse più legato ai fatti storici? O apprezzate il tentativo di avvicinarsi ai temi contemporanei?

Alla prossima!

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